Ogni mercoledì · dalle 19
Sindacato del cognitariato
Non farti sostituire da un'AI.
Il sindacato del cognitariato contro l'AI del Big Tech. Non diventare schiavo di un algoritmo, non farti sostituire dall'AI: difendiamoci insieme dall'oligarchia
Siamo un sindacato costituito da poco. Documentiamo cosa succede al lavoro cognitivo e alle infrastrutture che lo reggono — data center, energia, contratti — e mettiamo in comune quello che troviamo.
Cosa facciamo oggiLa corsa e dove atterra
Da qualche anno finanza e industria hanno la febbre dell'oro, e l'oggetto è l'intelligenza artificiale. La scommessa è che chi arriva primo alla soluzione più grande si prenda il mercato.
«Più grande» ha un significato tecnico preciso: più parametri, più dati, più chip, più elettricità, più capannoni pieni di server.
Quella spesa da qualche parte atterra. In Italia, al 31 luglio 2026, le richieste di connessione alla rete elettrica per data center cumulate da Terna erano 95,86 gigawatt. In Lombardia 290 domande, circa 45 gigawatt: quasi metà del totale nazionale. Per alimentarli Terna sta lavorando in Lombardia a 27 nuove stazioni elettriche — 5 già autorizzate, 8 in fase autorizzativa, 14 in progettazione.
Ed è qui il punto che ci riguarda. Le decisioni su quanto costruire, dove e con quale energia si prendono nei consigli di amministrazione di poche aziende e nei piani di chi le finanzia. Il capannone, la stazione elettrica e il carico sulla rete arrivano però in un territorio preciso, dove vive e lavora gente che quelle decisioni non le ha viste passare.
Un'avvertenza sui numeri, perché conta: quei 95 gigawatt sono richieste, non impianti. Una parte è speculativa, la stessa area può comparire in più domande, e molti progetti non si faranno mai. Il dato dice quanta pressione c'è sulla rete, non quanti data center nasceranno.
Fonti: Terna, richieste di connessione al 31/07/2026; ANSA, 25/08/2026.
Contesto
Perché ci preoccupa
Non è la tecnologia in sé. È che le decisioni su come entra nella vita di tutti vengono prese in fretta, altrove, e arrivano già decise.
Un precedente misurato. In Irlanda i data center consumano il 22% dell'elettricità contatorizzata. Nel 2015 erano il 5%. Non è una proiezione: è il consuntivo di un paese che è partito prima di noi, con gli stessi argomenti — investimenti, posti di lavoro, modernizzazione.
Una decisione già presa. Il 24 febbraio 2026 la Camera ha approvato il disegno di legge 1821 con 243 voti a favore, nessun contrario e 6 astenuti. Qualifica i data center come opere di pubblica utilità e delega il Governo a semplificarne le procedure entro sei mesi. «Pubblica utilità» non è un complimento: è una categoria giuridica che cambia il peso delle obiezioni di chi abita accanto a un cantiere.
Il filo che tiene insieme le due cose è lo stesso che passa dal lavoro: quando qualcosa viene dichiarato necessario, discuterne le condizioni diventa un intralcio. Vale per un terreno e per un contratto.
Per questo facciamo due cose insieme invece di una: documentiamo i casi mentre succedono, e proviamo a spiegare come funzionano davvero queste macchine — perché su una cosa che non si capisce si può solo essere favorevoli o contrari.
Fonti: CSO — Central Statistics Office (Irlanda), dati 2024; I-Com (27/02/2026) e Italian Datacenter Association (2026) per il ddl 1821.
Raramente te lo tolgono tutto in una volta
Raramente l'intelligenza artificiale ti toglie il lavoro in un colpo solo. Se ne prende un pezzo alla volta: prima una mansione, poi un'altra. Un giorno ti accorgi che il tuo mestiere è diventato controllare l'output di qualcos'altro, con la stessa paga di prima. O meno.
Chi scrive, traduce, progetta, programma o modera contenuti lavora dentro strumenti che non ha scelto, a tariffe che non contratta, con ritmi decisi da un'azienda che sta da un'altra parte. Non è una novità assoluta. La novità è la velocità.
Così la domanda giusta non è «l'AI ci ruberà il lavoro», ma: chi decide come entra nel mio lavoro, e chi si tiene il risparmio che produce. Il passaggio da sostituzione a complementarietà non è automatico: dipende da come sono scritti i contratti, da come sono organizzate le redazioni e gli studi, da chi ha voce quando si sceglie uno strumento.
Su questo, oggi, chi fa lavoro cognitivo in Italia ha poca voce. Le partite IVA non contrattano. Chi collabora spesso non sa se il proprio lavoro finisce in un dataset. Le clausole sulla proprietà intellettuale si firmano senza leggerle, perché rifiutare significa perdere l'incarico.
Non abbiamo una risposta pronta. Abbiamo un metodo: raccogliere i casi, leggere i contratti, capire quali clausole ricorrono, restituire quello che impariamo a chi ci si trova dentro.
Raccontacelo: cognitariatz@proton.me
L'alternativa non va inventata, esiste già
Se ci fermassimo qui saremmo l'ennesimo sito che spiega quanto va male.
- Open source
- Modelli, pesi e strumenti che si possono scaricare, ispezionare, modificare e far girare su una macchina propria. Non è una questione di prezzo: è la differenza tra usare qualcosa e dipendere da qualcuno.
- Modelli piccoli
- Un modello che fa bene una cosa sola consuma una frazione di uno generalista, e per moltissimi compiti reali basta. È il filone che si chiama «AI frugale».
- Locale
- Far girare le cose sul portatile, sul telefono, su una scheda in un fablab. Nessun dato che esce, nessun abbonamento che può cambiare prezzo domani mattina.
- Riparazione e riuso
- Il computer che hai già è il più sostenibile che puoi avere. Aprirlo, capirlo e tenerlo in vita è già una posizione sull'hardware.
- Territori che negoziano
- Non solo comitati che dicono di no: anche comunità che ottengono condizioni migliori. A Bornasco, in provincia di Pavia — 2.600 abitanti — il comitato Sentinelle del Territorio, nato a febbraio 2026 dall'esperienza di «No Logistica a Bornasco», ha depositato 18 osservazioni nei 15 giorni concessi dal Comune su un piano attuativo. Non hanno bloccato niente con uno slogan: hanno letto le carte. Comitati simili si sono formati a Lacchiarella, Bollate, Rho, Magenta, Opera, Certosa di Pavia e Siziano.
Quattro domande per non farsi fregare
«Aperto», «sovrano» e «locale» sono già parole che il capitale speculativo usa per vendere. Servono criteri, non etichette.
- È reversibile? Se fra due anni cambia idea, si può tornare indietro o si resta bloccati?
- Chi può revocare? Chi ha il potere di spegnerlo, cambiarne la licenza, alzarne il prezzo?
- Quanto costa qui? Quanti megawatt, quanta acqua, quanti ettari — su questo territorio, non in media globale.
- Chi lo mantiene, ed è pagatə? Un progetto aperto retto sul lavoro gratuito di tre persone non è un bene comune: è un debito.
Non sono domande retoriche. Alcuni progetti passano l'esame. Il punto è farle sempre, anche a noi.
Fonti: Milano Pavia News e Avvenire (2026) per Bornasco; IrpiMedia (2026) per i comitati.
Attività in corso
Quello che c'è davvero
- Resistenze AI, mappa e dossier
- Una mappa dei conflitti sui data center e dossier documentati, con le fonti, sotto licenza CC BY-SA: copiabili e riutilizzabili.
- Leggiamo i testi di legge prima che passino
- Il caso più recente è la delega al Governo sui data center, passata alla Camera quasi all'unanimità e ora al Senato. Un provvedimento di quella portata merita di essere letto, non soltanto commentato: leggiamo, riassumiamo e mettiamo il testo accanto ai casi che documentiamo.
- Divulgazione dal vivo
- Incontri e laboratori di informatica umanistica: si parte dalle parole, si arriva al codice e all'hardware. Non serve saper programmare, serve voler capire come è fatta la roba che usiamo.
Manifesto 01

Dal blog
Analisi e posizioni, con le fonti in fondo. I dossier con le mappe stanno su Resistenze AI.
Milano è Maranza e l'Europa è un Riot
Sabato e domenica i teens e i tweens delle periferie lombarde si sono dati appuntamento contro il carovita e una vita invibile fra segregazioni meloniane e salari da fame. Erano tant3 e volevano sfilare in corteo, la polizia li ha caricati due volte, violentemente, a freddo in via Broletto, dietro Cordusio.
Nella corsa all'AI: Stati Uniti, Cina e un'Europa in ritardo
Modelli chiusi contro pesi aperti, data center e chip. Come la competizione fra America e Cina ridisegna gli equilibri, e dove sta l'Europa.
Il cognitariato e la lotta contro i data center
Sabato 3 ottobre parte il movimento italiano contro l'oligarchia digitale
Video & Interviste
Voci dal cognitariato: interviste, testimonianze e contenuti brevi sulla lotta contro lo sfruttamento algoritmico.
I video stanno sul canale YouTube di COG U e si aprono lì: da questa pagina non parte nessuna richiesta verso Google finché non clicchi.
- Assemblea cittadina sui data center — La Fornace, Rho (Milano)
- Assemblea cittadina sui data center — La Fornace, Rho (Milano)
- Assemblea cittadina sui data center — La Fornace, Rho (Milano)
Tutti i video sono sul canale YouTube di COG U .
Quello che stiamo costruendo
- Una libreria di clausole contrattuali per il lavoro cognitivo
- Una rete di avvocatə del lavoro per le prime vertenze.
- Un archivio di casi anonimizzati, perché chi arriva dopo non riparta da zero.
- Strumenti di contrattazione collettiva per figure che oggi contrattano da sole.
Se hai un caso da raccontare o un contratto strano sotto mano, quello ci serve più di qualsiasi altra cosa.
Da dove si comincia
Chiediamo tre cose, in ordine di utilità per noi:
- Raccontaci un caso
- Un contratto con una clausola strana, una mansione che è cambiata senza che cambiasse la paga, un committente che ha iniziato a chiedere il doppio nello stesso tempo. Anche in forma anonima.
- Segnalaci un progetto sul territorio
- Un data center annunciato vicino a casa, un comitato che si sta formando, una delibera comunale che nessuno ha letto.
- Vieni a un incontro
- Si parla di come è fatta la roba che usiamo, senza dare per scontato niente.
cognitariatz@proton.me
Immaginario
Illustrazioni e satira visiva sul lavoro cognitivo e le infrastrutture che lo reggono.
Ci si può tesserare
Tesseramento
Ecco le quote che abbiamo stabilito. Presto ci si potrà iscrivere online: intanto puoi tesserarti con un bonifico a COG U.
Studentə / disoccupatə
Accesso completo a tutte le funzioni sindacali.
€10 una tantum, quota 2026
Cognitariə
La quota associativa standard per chi lavora nel cognitariato.
€20 una tantum, quota 2026
Contributo sostenitore
Un contributo libero per chi vuole sostenere COG U senza prendere la tessera.
€50+ a tua scelta
IBAN di COG U
IT17 J020 0832 6500 0010 7470 800
Nella causale scrivi quota associativa 2026, il tuo nome e il tuo cognome. Poi scrivici a cognitariatz@proton.me: il bonifico da solo dice quanto hai versato, non che vuoi iscriverti, e senza un messaggio non sapremmo come raggiungerti.
Quote, ricevute e rimborsi sono scritti nelle condizioni di pagamento; quali dati raccogliamo, nell'informativa: nome, cognome ed email, nient'altro.
Se preferisci aspettare l'iscrizione online, o se vuoi solo darci una mano, la cosa più utile resta raccontarci un caso o segnalarci un progetto.
Non ancora in vendita
Merchandising
Il merch è in preparazione e non è ancora acquistabile. Quando lo sarà, i proventi andranno al fondo di solidarietà e alle campagne.
Magliette
Design sul lavoro cognitivo e le infrastrutture dell'AI.
Spille e pin
Edizioni limitate legate alle campagne.
Poster e sticker
Grafiche da attaccare dove serve.





