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Nella corsa all'AI: Stati Uniti, Cina e un'Europa in ritardo

Editoriale

Modelli chiusi contro pesi aperti, data center e chip. Come la competizione fra America e Cina ridisegna gli equilibri, e dove sta l'Europa.

Illustrazione in stile stampa antica: a sinistra Zio Sam con un'aquila, i grattacieli e lo scudo a stelle e strisce; a destra un dragone dorato con la bandiera cinese, la Grande Muraglia e una pagoda; in mezzo un fiume con navi e un ponte, e nel cielo un sole, ingranaggi e un fulmine.

Con ChatGPT e Claude il mondo è cambiato radicalmente. L’AI sta già mutando le abitudini di consumo e lavoro in tutto il mondo, a partire dai tre poli industriali e tecnologici del capitalismo contemporaneo: America, Cina e, più distante, l’Europa.

Nella nuova competizione geopolitica mondiale, l’AI ha un ruolo di primo piano nella corsa all’egemonia tecnologica e regionale che contrappone USA a PRC per i risvolti economici e militari: si veda il ruolo di Palantir, l’azienda di Karp e Thiel (oligarchi finanziatori di Trump alla Casa Bianca) che ha avuto un primo ruolo nel bombardamento a tappeto di Gaza, e soprattutto la rivoluzione che l’AI sta portando nella cybersecurity e nel cyberspionaggio.

Gli USA di Donald Trump perseguono la strategia dell’AI chiusa e proprietaria con la deregolamentazione e la facilitazione dell’hypercapex, la crescita abnorme di investimenti in data center e cloud centralizzati in America ed Europa, nella convinzione che nell’aumento di scala stia il primato di modelli di frontiera come Fable e Astra, mentre la Cina di Xi Jinping ha intrapreso la strada dell’AI open weight e locale (DeepSeek, Qwen), sia per vincoli finanziari che tecnologici, più efficiente dal punto di vista energetico ma più arretrata rispetto ai Large Language Models (LLM) di Anthropic (alleata con Google) e OpenAI (alleata con Microsoft), che entrambe dipendono per le proprie performance di calcolo dalla fornitura di chip GPU di Nvidia preclusi alla Cina: l’azienda di Jensen Huang che sta dietro tutta la bolla finanziaria dell’AI e ha portato un boom a Wall Street.

L’Unione Europea ha dato una prima regolamentazione dell’industria con l’AI Act, ma a parte la francese Mistral e qualche azienda tedesca di robotica, il Continente è in ritardo nell’accumulazione di intelligenza algoritmico-stocastica nelle reti neurali di Hinton-Hassabis sia rispetto agli americani sia rispetto ai cinesi, e potrebbe diventare mercato per entrambi ai danni delle imprese UE, come è già avvenuto nei social media (USA) e nelle auto elettriche (PRC).