Milano è Maranza e l'Europa è un Riot
Sabato e domenica i teens e i tweens delle periferie lombarde si sono dati appuntamento contro il carovita e una vita invibile fra segregazioni meloniane e salari da fame. Erano tant3 e volevano sfilare in corteo, la polizia li ha caricati due volte, violentemente, a freddo in via Broletto, dietro Cordusio.

Sabato e domenica i teens e i tweens delle periferie lombarde si sono dati appuntamento contro il carovita e una vita invibile fra segregazioni meloniane e salari da fame. Erano tant3 e volevano sfilare in corteo, la polizia li ha caricati due volte, violentemente, a freddo in via Broletto, dietro Cordusio.
Non sono scappati e si sono presi il salotto di Milano per ore di pazzo riot come a Parigi e in Francia: Duomo, Galleria, Corso, catasta improvvisata in fiamme sotto la statua del re sabaudo, negozi svaligiati, macchine sbirri distrutte, ore e ore di sassaiole e cariche e controcariche. Domenica pomeriggio il casino si è ripetuto in tono minore in Via Torino e Foro Buonaparte.
La morale non è che i maranza sono cattivi, ma che la Generazione Z si è sollevata anche in Italia, e vuole essere italiano, questo il senso di Italia in Piazza lhashtag della protesta, ma Meloni-Valdetara-Piantedosi glielo vorrebbero impedire: a scuola e al lavoro.
Milano è ormai l’avanguardia italiana di un rivolta europea sincronizzata come poche volte nella storia: è un quarantotto, un sessantotto, un 2011 (Paris & London Riots). Hanno dato il là le/i liceali francesi e i giovani delle cités in lotta da settimane contro il macronismo al crepuscolo sullo sfondo della minaccia fascista incombente. Il 17 ottobre francese è stato replicato a Milano. L’altro fuoco di rivolta che divampa è il movimento contro gli sfratti e per il diritto alla casa intitolato a Maricarmen che da settimane è accampato a Plaza del Sol a Madrid e a Plaza Catalunya. A causa delle enormi proteste per la casa inaccessibile, il governo Sanchez è caduto. A Milano, dove le/i precari pagano anche l’80% del proprio reddito in affitto, la questione è sentita come non mai.
Chi liquida i rivoltosi come teppisti ha sempre fatto così nella storia d’Italia, dai punk ai maranza, dagli autonomi agli ecoattivisti. Ma si rifiuta di vedere quanto è cambiata la società italiana: Milano è una città multietnica, dove i ragazzi e le ragazze arabe e africane, latinas e cinesi vogliono sentirsi a casa loro, soprattuto se vengono dai quartieri popolari.
COG U è dalla parte dei rivoltosi non importa se dei licei, degli IPSIA, maranza o nerd, transfemmiste o climattivisti. Siamo fatti così. Abbiamo iscritto ACAB nel nostro codice genetico.